
Una casa a Sharm El Sheikh: progettare tra luce, colore e identità
Agosto 18, 2026Cucina outdoor:
quando cucinare diventa parte della vita all'aperto
Negli ultimi anni abbiamo imparato a vivere gli spazi esterni in modo diverso. Terrazzi e giardini non sono più semplicemente luoghi da arredare per la bella stagione, ma diventano vere e proprie estensioni della casa.
E quando iniziamo a vivere davvero all'aperto, prima o poi nasce una domanda: perché non portare fuori anche la cucina?
Una cucina outdoor permette di preparare, cucinare e condividere un pranzo senza interrompere continuamente la vita all'aperto. Ma, proprio come accade all'interno della casa, per essere davvero funzionale deve nascere da un progetto.

Prima di tutto: come verrà utilizzata?
Quando progetto una cucina, indoor o outdoor, parto sempre dalle abitudini di chi dovrà utilizzarla.
Non tutti hanno bisogno della stessa cucina esterna.
C'è chi desidera semplicemente una zona barbecue con un piccolo piano d'appoggio e chi, invece, vuole una cucina completa con lavello, frigorifero, piano cottura e spazio per contenere stoviglie e accessori.
Prima ancora di scegliere materiali e finiture è quindi importante capire come vogliamo vivere quello spazio.
Organizzare bene le funzioni
Una volta definite le esigenze, si passa alla distribuzione.
Piano di lavoro, lavello, zona cottura e contenimento devono essere organizzati in modo da rendere semplici i movimenti e permettere di cucinare comodamente.
Anche il rapporto con la zona pranzo è importante.
Nel progetto che vi racconto, la cucina è stata pensata come parte di un ambiente più ampio: non un elemento isolato, ma il cuore di uno spazio dedicato alla convivialità.
Preparare qualcosa da mangiare, apparecchiare il tavolo, versare un bicchiere e continuare a conversare con gli ospiti diventano parte dello stesso momento.

I materiali: belli, ma soprattutto adatti all'esterno
In una cucina outdoor la scelta dei materiali assume ancora più importanza.
Sole, pioggia, sbalzi di temperatura e umidità mettono superfici e strutture alla prova molto più di quanto accada all'interno.
Per questo non basta scegliere un materiale perché ci piace: bisogna valutarne resistenza, manutenzione e comportamento nel tempo.
Superfici tecniche, gres porcellanato e materiali specificatamente progettati per l'esterno permettono oggi di ottenere risultati molto raffinati senza rinunciare alla praticità.
L'obiettivo rimane sempre lo stesso: creare uno spazio da vivere, non un altro spazio di cui doversi continuamente occupare.
Non dimentichiamo la luce
Una cucina outdoor viene spesso utilizzata proprio quando il sole comincia a tramontare.
Per questo l'illuminazione deve essere progettata fin dall'inizio.
Serve una luce funzionale sulla zona operativa, che permetta di cucinare in sicurezza, ma anche un'illuminazione più morbida intorno alla zona pranzo e agli spazi dedicati alla convivialità.
La luce tecnica ci permette di utilizzare lo spazio.
La luce d'atmosfera ci fa venire voglia di rimanerci.
Cucina e paesaggio devono dialogare
C'è poi un aspetto che considero fondamentale nella progettazione degli esterni: guardarsi intorno.
Una cucina outdoor non dovrebbe sembrare semplicemente una cucina interna trasferita fuori casa.
Colori, materiali, proporzioni e volumi devono dialogare con l'architettura dell'edificio e con ciò che lo circonda.
Nel progetto che abbiamo sviluppato, anche il paesaggio è diventato parte della progettazione. L'obiettivo era creare una cucina contemporanea che si inserisse nello spazio senza competere con la vista, lasciando che fosse proprio l'ambiente circostante a rimanere protagonista.

Il vero lusso? Vivere lo spazio
Alla fine, progettare una cucina outdoor non significa semplicemente decidere dove mettere un barbecue o scegliere un bel piano di lavoro.
Significa progettare un modo diverso di vivere la casa.
Una colazione all'aperto, un pranzo improvvisato, gli amici intorno al tavolo mentre qualcuno cucina, una cena che continua fino a quando si accendono le luci del giardino.
Sono questi momenti che danno senso al progetto.
Perché un bello spazio esterno può essere guardato.
Uno spazio progettato bene, invece, viene vissuto.




